Di Marc Checkley
Il vostro viaggio dovrebbe iniziare a Ginevra, dove l’espansione urbana lascia presto il posto a vigneti e villaggi. Satigny è il naturale capitolo di apertura, con degustazioni su appuntamento da Jean-Michel Novelle, la cui gamma comprende diverse espressioni di Savagnin oltre al suo Iconique Gamay e al Pinot Noir. Un’altra tappa da non perdere è il Domaine des Bonnettes a Lully, gestito da Francesca e Dominique Maigre. Se volete che sia qualcun altro a guidarvi, il tour e-TukTuk di Ginevra a cura di TaxiBike offre un primo assaggio giocoso del paesaggio.
Dirigetevi poi verso est lungo l’arco lemanico verso le colline ondulate della Côte. Nei pressi di Nyon, la passeggiata Malak’off Gourmet offre un percorso autoguidato, e il Domaine La Capitaine propone degustazioni dalle sue caratteristiche bottiglie blu. A Luins, Cave Treyblanc abbina i propri vini a piccoli assaggi locali. Se il tempo stringe, dirigetevi alla Maison des Vins de La Côte a Mont-sur-Rolle, dove sono rappresentati più di 80 viticoltori locali. Qui, un Savagnin Blanc di Les Frères Dutruy affianca un Servagnin di Les Trois Terres — a ricordarci che nomi simili possono sicuramente significare storie diverse. Il Servagnin non è un Savagnin, ma un’antica selezione di Pinot Noir legata a Morges da oltre 600 anni.
Per una pausa ricca di spunti, fermatevi a Féchy al Domaine La Colombe (si consiglia la prenotazione). L’Amédée Savagnin Blanc di Laura Paccot si inserisce magnificamente in questo percorso, mentre il Curzilles, un blend bianco ottenuto da varietà coltivate insieme nello stesso vigneto, racconta di un’epoca antica nella viticoltura: il isstema viticolo composito. Pranzate nelle vicinanze all'Auberge de Féchy, dove la carta dei vini vi farà perdere la cognizione del tempo.
A est di Losanna si trovano le maestose terrazze di Lavaux. La regione, patrimonio dell'UNESCO, domina il Lago di Ginevra, con numerosi sentieri da percorrere. È possibile organizzare tour in bicicletta con Bikapa o passeggiate guidate con Walk & Wine, anche se le pendenze non vanno sottovalutate. Se le vostre gambe reggono, in alto sopra Epesses, il Domaine Gaillard & Fils (chiuso la domenica) offre degustazioni e un Savagnin d’Epesses brillante, vivace e dai sentori minerali — un contrappunto al loro vivace Galotta. Pernottate a Cully all’Hotel Lavaux o all’Auberge de la Gare a Grandvaux.
Oltre Montreux e il Castello di Chillon si trova lo Chablais, una vera regione vinicola di confine. A Yvorne, i pendii conservano ancora il ricordo della grande frana del 1584, che ha rimodellato il terreno e portato alla luce antichi suoli ghiaiosi. Allo Château Maison Blanche, il Grand Cru Chasselas, il Pinot Noir e il Savagnin Blanc rispecchiano il mosaico di suoli glaciali presenti in questa zona. Contattate Martin Suardet per visitare la cantina.
Attraversate il Rodano e il linguaggio del vino inizia a cambiare. Il Vallese è la più grande regione vinicola della Svizzera e anche la più arida; qui lo Chasselas diventa Fendant e il Savagnin diventa Païen. Il nome è comunemente legato ai “pagani”, le antiche tribù precristiane che un tempo abitavano qui. È un nome evocativo per un vitigno che ha attraversato il tempo e lo spazio.
A Martigny, degustate il Païen e altri vini memorabili di Christophe Abbet, soprannominato “il mago di Martigny”. Per una cena tipica, prenotate al Ristorante Les Touristes. Da qui, proseguite verso Fully per un drink sulla terrazza del Fol'terres Bar, oppure fate una passeggiata nella terra della Petite Arvine, patria della pioniera della biodinamica Marie-Thérèse Chappaz (prenotazione indispensabile), o alla vicina Cave des Amandiers.
Salite sulle mura del borgo medievale di Saillon e ammirate la valle del Rodano dall’alto. Le Vignes de Farinet includono il vigneto registrato più piccolo del mondo, di soli 1,67 metri quadrati. Attualmente sotto la custodia del Dalai Lama, è un luogo simbolico e tipicamente vallesano. I Bains de Saillon sono un’ottima tappa per un bagno, per ricaricare le energie o per pernottare.
Più a est, St-Pierre-de-Clages offre un altro interessante capitolo enologico. La zona, da tempo associata al vitigno Johannisberg (Sylvaner), ospita la Cave Ardévaz della famiglia Boven e Daniel Magliocco & Fils, i cui Païen, Hermitage e Syrah esercitano un forte richiamo locale. Se viaggiate in bicicletta, deviate verso la tranquilla pista ciclabile lungo il Rodano in direzione di Sion. Qui potrete visitare gli antichi castelli di Sion (visite guidate disponibili con offerta libera), concedervi variegate esperienze enologiche ai Celliers de Sion, o attraversare il più grande lago sotterraneo d’Europa a St-Léonard.
Oltre Sierre, il Païen si trasforma in Heida e il francese lascia il posto al dialetto locale, il Walliserdeutsch. Château de Villa è una tappa imperdibile: enoteca, Sensorama, ristorante e corso intensivo sul Vallese tutto in uno, con centinaia di bottiglie regionali e un banchetto a base di raclette d'autore. Nelle vicinanze, a Miège, Sandrine Caloz imprime la sua impronta personale sui vigneti, con vigneti ricchi di biodiversità, pecore al pascolo e vini dal carattere distintamente personale. Il suo Mouton Caloz, prodotto con uve Gamaret, Cabernet Franc, Syrah e Pinot Noir, è uno dei preferiti dalla gente del posto. A Salgesch, soggiornate tra i vigneti al Domaines Chevaliers, oppure scegliete le camere a tema cantina dell’Hotel Arkanum.
La salita finale è la ricompensa definitiva. Sopra Visp, i vigneti di Visperterminen si estendono da circa 650 a 1'150 metri, tra i più alti d’Europa. Qui l’Heida non è più solo un sinonimo, ma un emblema locale. L'escursione tra i vigneti di Visperterminen, da maggio a ottobre (prenotabile online), segue la storica Beitra bisse, un canale di irrigazione di 600 anni fa, con vista sul Bietschhorn e sul Cervino. Fermatevi per pranzo e una degustazione guidata alla pluripremiata St. Jodern Kellerei, prima di ridiscendere a Visp.
Che sia in treno, in bicicletta, in auto, in autobus o con le proprie gambe, questa odissea enologica merita il vostro tempo. Dal lago alla valle alpina, dal francese al tedesco, dai pendii ondulati alle antiche terrazze in pietra, offre panorami, profumi e degustazioni che distillano l'esperienza enologica svizzera. Chiamatelo Savagnin, Païen o Heida: è diverso nel nome, ma legato dalla natura e dalle storie nel bicchiere.
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