Di Marc Checkley
Dalla cima del Mont Vully si gode di una vista mozzafiato: pendii ricoperti di vigneti incorniciano tre laghi, pittoreschi villaggi punteggiano le rive, il Giura delimita l’orizzonte a ovest e le sagome lontane dell’Eiger e della Jungfrau si stagliano sullo sfondo. Questa è una regione plasmata dalle tribù celtiche, dalle rotte commerciali romane e da generazioni di viticoltrici e viticoltori.
Pur rappresentando meno del 7% della superficie vitata della Svizzera, qui sono nati due degli stili di vino più caratteristici del Paese. Il primo è l’Œil de Perdrix, un rosato dal delicato colore salmone ottenuto esclusivamente da Pinot Nero e menzionato per la prima volta a Neuchâtel 165 anni fa. Il secondo è il Non-Filtré, uno Chasselas non filtrato così apprezzato che la sua uscita viene celebrata ogni anno con una festa invernale.

La regione è un vero mosaico di identità. Si estende attorno ai laghi di Bienne, Morat e Neuchâtel, attraversando quattro cantoni – Berna, Friburgo, Neuchâtel e Vaud – e due lingue, il francese e il tedesco. È uno dei paesaggi culturali più affascinanti della Svizzera, ma resta ancora poco conosciuto dagli amanti dell’enoturismo.
La città – e il cantone – di Neuchâtel rappresentano il punto di partenza ideale per esplorare l’intera regione. L’Hôtel Palafitte si affaccia direttamente sull’acqua, mentre l’Hotel Beaulac e il suo rooftop bar promettono momenti indimenticabili.
Prima di partire alla scoperta dei vigneti, vale la pena visitare il Laténium nella vicina Hauterive. Il più grande museo archeologico della Svizzera racconta migliaia di anni di storia umana attorno al lago. Qui vivevano antiche tribù celtiche e le testimonianze della produzione preistorica di formaggio ricordano che queste rive nutrivano le comunità locali ben prima dell’arrivo della viticoltura.

Noleggiate una bicicletta e seguite il suggestivo percorso che conduce verso sud fino al borgo medievale di Auvernier. Sotto la guida di Henry Grosjean, viticoltore di quindicesima generazione, lo Château d’Auvernier resta uno degli indirizzi più prestigiosi della regione. Poco distante, i fratelli Colomb del Domaine Bouvet-Jabloir continuano a innovare, mentre il Domaine de la Maison Carrée e il Domaine Chambleau dimostrano perché questo piccolo tratto di costa produca vini eleganti e fortemente legati al terroir.
Per pranzo, la Brasserie du Poisson è una tappa naturale: pesce di lago, prodotti regionali e un bicchiere di Chasselas si accompagnano perfettamente alla vista sulle acque del lago.
Più a sud, a Cortaillod, il Domaine des Landions di Morgan Meier produce alcuni dei Pinot Nero più apprezzati della regione. Per cambiare ritmo, il viaggio di ritorno può avvenire in battello.
Proseguendo verso nord, il paesaggio cambia gradualmente con l’apparire del lago di Bienne. I villaggi continuano a vivere in stretta relazione con il vino, ma qui si fondono armoniosamente influenze francofone e germanofone.
Twann è una delle tappe più pittoresche, con i suoi vicoli stretti costeggiati da storiche cantine. Anne-Claire Schott ha conquistato un seguito fedele grazie ai suoi vini biodinamici a basso intervento e al suo approccio attento alla viticoltura.
Martin Hubacher del Johanniterkeller porta avanti una tradizione familiare radicata sui ripidi pendii del Giura e produce, tra gli altri, eccellenti Chardonnay. A Ligerz, la tenuta Andrey Schafis propone un’esperienza che abbina tapas e vini, mentre Vinitour permette di degustare oltre una dozzina di etichette lungo un itinerario viticolo di tre chilometri.

Per le famiglie, una visita al Secret Primrose Garden, una fattoria urbana con spazio dedicato all’aperitivo, rappresenta una piacevole deviazione. A fine giornata, l’Oenothèque Chauffage Compris di Neuchâtel offre una delle selezioni di vini svizzeri più complete della regione, mentre la Brasserie Le Jura abbina sapori locali a eccellenti vini provenienti dall’intera area dei Tre Laghi.
Le pendici del Mont Vully invitano a una gita di un giorno. Più di 2'000 anni fa gli Elvezi vi costruirono un insediamento fortificato e ancora oggi sono visibili alcuni tratti delle antiche mura difensive. I tunnel scavati nell’arenaria durante la Prima guerra mondiale raccontano un ulteriore capitolo della storia strategica della regione. Fribourg Région propone visite guidate interessanti in diverse lingue durante tutto l’anno.
La vista dalla cima del Vully vale da sola la salita, ma le rive del lago di Morat offrono molte altre esperienze. I vigneti si estendono tra i cantoni di Friburgo e Vaud e produttori come Cru de l’Hôpital e la famiglia Simonet del Petit Château accolgono i visitatori per degustazioni da aprile a novembre.
Da non perdere il Freisamer (Freiburger), raro vitigno aromatico nato dall’incrocio tra Pinot Grigio e Silvaner. Altre specialità regionali sono il Gâteau du Vully e il formaggio del Mont Vully affinato nel Pinot Nero locale.
Per chi desidera fermarsi più a lungo, non mancano soluzioni di soggiorno originali come il Château Salavaux o l’Attila “Boatel”, che offre un’esperienza unica direttamente sul lago.
Nelle vicinanze, Avenches, antica capitale romana dell’Elvezia, ospita uno degli anfiteatri più impressionanti della Svizzera. Durante la bella stagione vengono organizzate regolarmente visite guidate e attività per il pubblico.
La Val-de-Travers racconta invece la storia dell’assenzio, il celebre distillato verde nato in queste valli, successivamente proibito e infine riportato in auge. Anche Mauler, una delle più antiche case produttrici di spumante svizzere, si trova qui ed è aperta al pubblico dal mercoledì al sabato.

Chi desidera concedersi una pausa dal vino può infine raggiungere il Creux du Van, spesso definito il «Grand Canyon svizzero», uno degli spettacoli naturali più impressionanti del Paese.
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